13 gen 2010

Come funzionano i tassi di interesse

Sei interessato a chiedere un mutuo alla tua banca per una finalità specifica quale l’acquisto della tua prima casa o la ristrutturazione della tua abitazione?

Ecco tutte le informazioni utili su come funzionano i tassi di interesse.

Accendere un mutuo è un’operazione molto semplice che necessita, tuttavia, di conoscere tutte le sue caratteristiche principali al fine di scegliere quello più adatto alle proprie esigenze e possibilità.

Accendendo un mutuo, il debitore riceve una somma di denaro dalla propria banca e, a sua volta, si impegna a pagare una somma superiore a quella ricevuta. Tale differenza costituisce il tasso di interesse, ovvero la percentuale sulla somma prestata dalla banca per un dato periodo di tempo.

Questa somma varia in funzione di molteplici fattori, tra cui la moneta di riferimento, il rischio connesso alla solvibilità del debitore e la lunghezza del periodo di riferimento.

I tassi di interesse si distinguono in base al tipo di mutuo richiesto alla banca: tasso fisso, tasso variabile o tasso misto.

  • Il tasso fisso è il tasso di interesse che resta invariato per tutta la durata del prestito e, rispetto agli altri, è tendenzialmente più elevato.
  • Il tasso variabile (o indicizzato) è il tasso di interesse consigliabile per coloro che intendono sfruttare il livello tendenzialmente più basso dei tassi di interesse finali. Tuttavia, l’unica certezza che il debitore ha è quella relativa al tasso iniziale, ovvero riferito alla prima rata. Per le rate successive, infatti, il tasso applicato varia in relazione all’indice di riferimento
  • Il tasso misto è il tasso di interesse che può passare da fisso a variabile, o viceversa, a scadenze fisse, tenendo conto delle finalità e delle aspettative di reddito dei destinatari.

Scegli il mutuo con il tasso di interesse più adatto alle tue esigenze!

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1 commento »

  1. [...] Quali sono costi da sostenere per accendere un mutuo? Esistono dei costi aggiuntivi oltre al tasso di interesse? [...]

    Pingback di I costi aggiuntivi del mutuo | Come spendere meglio i nostri soldi — 23 giugno 2010 @ 10:38

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